Sarà un caso? Un problema statistico per l’Archeoastronomia

Authors

  • Alberto Vecchiato INAF-OATo
  • Gabriella Bernardi
  • Alberto Cora

Abstract

Non è insolito che alle ricerche archeoastronomiche venga contestato uno scarso rigore metodologico, e anche per questa ragione non sempre viene accettata la validità delle interpretazioni astronomiche di reperti archeologici. In alcuni casi, queste difficoltà potrebbero essere alleviate da un approccio statisticamente rigoroso; quella qui proposta è una possibile soluzione applicabile al problema dell’apparente somiglianza di alcuni reperti archeologici con specifici asterismi in cielo. Un semplice fit ai minimi quadrati può essere usato per quantificare tale somiglianza, dopodiché, questa quantità va confrontata con analoghe misure su un campione di estrazioni casuali per ricavarne la probabilità che un singolo oggetto abbia il grado di somiglianza osservato. La probabilità cercata, infine, va stimata tenendo conto del fatto che esistono molti oggetti e molti asterismi che potrebbero riprodurre questo grado di somiglianza. Il metodo è stato messo alla prova col noto caso delle piramidi di Giza, giungendo alla conclusione
comunemente accettata di una corrispondenza casuale con le stelle della cintura di Orione. È stato inoltre messo in evidenza che, per la difficoltà di dare una stima precisa del numero di oggetti e di asterismi, il grado di utilità di questo metodo deve essere valutato caso per caso.

Archaeoastronomical research are often called into question for lack of methodological rigor; this is one of the reasons why the astronomical interpretation of archaeological artifacts can be undermined. In some cases, these difficulties can be mitigated by a statistically rigorous approach. This work proposes a possible solution applicable to the problem of the alleged resemblance of some artifacts with specific asterisms. A simple least-squares fit can be used to quantify this similarity. A Monte Carlo run can generate a population of random objects, whose similarity is compared to that of the alleged representation, giving a rigorous estimation of the probability that a single object can show the observed matching degree. The final probability can be estimated by considering all the objects and the asterisms that can produce such a similarity. This method was put to test with the well-known case of the Giza pyramids, and the conclusion agrees with the generally accepted opinion of a coincidental correspondence with the stars of the Orion Belt. The usefulness of this method must be assessed on a case-by-case basis due to the difficulty of giving a precise estimate of the number of objects and asterisms.

Author Biographies

  • Alberto Vecchiato, INAF-OATo

    è ricercatore dell’Istituto Nazionale di Aastrofisica (INAF) all’Osservatorio Astrofisico di Torino. I suoi interessi scientifici sono prevalentemente concentrati nei campi dell’astrometria e delle teoria della gravità e dei loro test sperimentali, oltre che nel campo dell’archeoastronomia. È membro del consorzio di riduzione dati della missione Gaia dell’ESA, nel ruolo di responsabile della pipeline italiana di riduzione della sfera astrometrica globale, oltre che membro di varie associazioni scientifiche quali IAU, SAIt, e SIAAC.

  • Gabriella Bernardi

    laureata in Fisica all’Università di Torino e Master in Comunicazione della Scienza presso la stessa Università, è una giornalista e scrittrice specializzata nella divulgazione della scienza. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Voltolino per il giornalismo scientifico dall’Unione Italiana Giornalisti Scientifici (UGIS). Dal 2008 è membro dell’EUSJA, l’Associazione europea dei giornalisti scientifici, dell’IAU, ed è associata INAF. È stata membro del comitato che ha organizzato l'allestimento del Planetario di Torino. Ha pubblicato su diversi giornali e riviste italiane e internazionali specializzate nella divulgazione dell'astronomia ed è autrice di sei libri di astronomia.

  • Alberto Cora

    è Collaboratore Tecnico Enti di Ricerca presso l'Osservatorio Astrofisico di Torino, una struttura dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, dove lavora nel campo della Fisica Solare dal 1995. Si è laureato in Fisica nel 2004 presso l'Università di Torino, Italia. Dal 2012 al 2018 è stato Responsabile del Servizio Didattico e di Comunicazione delle attività dell'Osservatorio, ed è membro dell’International Astronomical Union e della Società Astronomica Italiana (SAIt). È stato consulente per la legge 3/2018 della Regione Piemonte per la riduzione dell'inquinamento luminoso. I suoi interessi di ricerca sono la Fisica Solare e l'Archeoastronomia.

References

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Published

2026-06-30